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Un po' di informazioni
L’associazione con sede a San Dona' di Piave è formata da 41 volontari ambosessi, di ogni
età e condizione sociale, tra cui 12 giovani (Gli amici di Ozanam).
Nell’anno 2004 hanno assistito gratuitamente circa 400
persone in difficoltà economiche distribuendo aiuti per oltre 200.000
euro. I volontari mettono a disposizione qualche ora del proprio tempo
a favore della associazione. In una riunione mensile, che si tiene il
primo venerdì di ogni mese alle ore 20.45, viene effettuata la programmazione
degli interventi .
L'associazione si fonda sui principi della Società San
Vincenzo de' Paoli, ed in particolare sugli insegnamenti del beato Federico
Ozanam.
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Beato Federico Ozanam |
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Antonio
Federico Ozanam nasce a Milano, il 23 aprile 1813, da famiglia francese,
che vi risiedeva durante l'impero napoleonico e che ritorna a Lione, di
dove era originaria, nel 1815. Compie gli studi ordinari nel Collegio
Reale di Lione non senza qualche momento di crisi spirituale. Nel 1831
si trasferisce a Parigi, dove all'Università della Sorbona segue i corsi
prima di diritto e poi di lettere.
Frequenta subito gli ambienti cattolici e letterari della capitale e
conosce importanti personaggi dell'epoca, fra cui Chateaubriand,
Lacordaire, Montalembert, Saint-Beuve, Lamartine, Lamennais e altri.
Il 23 aprile 1833 è nel piccolo gruppo di studenti della Sorbona che si
riunisce per dare inizio alla prima "Conferenza di carità". Lo scopo è
di garantire la loro amicizia sotto il segno della fede e della carità e
di testimoniare in modo personale ed autentico il proprio cristianesimo
attraverso la visita dei poveri a domicilio, contro coloro che
affermavano che la Chiesa cattolica era ormai superata e non aveva più
nulla da dire agli uomini moderni.
Fu questa l'iniziativa che diede origine alla Società di San Vincenzo De
Paoli e che ebbe, uno sviluppo rapidissimo. Ozanam doveva diventarne il
principale animatore e guidarne questi primi sviluppi.
Intanto egli scrive su vari giornali e riviste su temi religiosi e
sociali e si impegna per la migliore riuscita della grande predicazione
quaresimale a Notre Dame dell'abate Lacordaire, che ebbe un vivissimo
successo.
Terminati gli studi, rientra a Lione per esercitare l'attività di
avvocato ed anche, per un breve periodo, l'insegnamento sulla cattedra
di Diritto commerciale di quella Università.
Nel 1840 ottiene la nomina alla Sorbona di Parigi di professore di
Letterature straniere e l'anno successivo sposa Amelia Soulacroix, dalla
quale nacque la figlia Maria.
Il suo progetto di studi gli era apparso subito chiaro: impegnarsi nella
dimostrazione della verità del Cristianesimo attraverso l'analisi della
storia dell'alto Medioevo, quando la Chiesa aveva raccolto l'eredità
migliore dell'antichità classica e l'aveva fatta incontrare con i popoli
germanici, introducendovi nuovi pensieri, arti e costumi. Il punto
conclusivo di questa età storica era rappresentato per Ozanam dal
pensiero e dall'opera poetica di Dante Alighieri. Questi studi egli
pubblicò in numerosi volumi frutto del suo insegnamento universitario,
che vanno dalla Civiltà cristiana nel V° secolo ai Poeti
francescani in Italia nel XIII° secolo e a Dante e la filosofia
cattolica nel XIII° secolo.
Ma la sua attività nel campo sociale e politico non venne mai meno e nel
1848 partecipò insieme a Lacordaire ed Henri Maret alla fondazione del
famoso giornale L'Ere Nouvelle, che, se ebbe vita breve, fu
tuttavia l'espressione più significativa del così detto "cattolicesimo
democratico francese".
Con la precisa intuizione che ai problemi politici dell'epoca si
sarebbero presto sovrapposti quelli sociali, Ozanam con molta chiarezza
espresse il suo pensiero in difesa degli operai e del proletariato
urbano, criticando sia la soluzione del liberalismo economico fondato
sulla concorrenza illimitata, sia la soluzione saintsimoniana e
socialista che prometteva la soppressione delle sofferenze con il
rischio della soppressione della libertà.
Sosteneva invece un tipo di società fondata sulla proprietà privata come
risposta ad un bisogno essenziale dell'uomo, un'organizzazione del
lavoro che garantisse un salario sufficiente agli operai e alle loro
famiglie, una adeguata istruzione ed assistenza pubblica, forme di
patronato fra i lavoratori, il rispetto del riposo domenicale, ecc.
Sono queste alcune delle idee che lo caratterizzano come uno degli
iniziatori del pensiero sociale della Chiesa ed in particolare
anticipatore della enciclica "Rerum Novarum", che Leone XIII°
pubblicherà nel 1891.
Nello stesso 1848, dopo l'abdicazione del re, Luigi Filippo D'Orleans,
durante i tumulti a Parigi che videro l'uccisione dell'Arcivescovo della
città, Mons. Affre, che aveva cercato di interporsi fra le barricate,
Ozanam fece parte della Guardia Nazionale, che doveva garantire la
legalità del governo provvisorio. Nel medesimo anno accettò a Lione la
candidatura politica per la Costituente Nazionale, facendo professione
elettorale di democratico e di repubblicano. Ma non fu eletto.
Continuò invece a partecipare alle attività della Società di San
Vincenzo De Paoli, visitandone spesso le Conferenze, sia in Francia sia
all'estero, che egli considerava per i giovani come fondamentale
preparazione per la loro vita sociale. "Avvicinarsi alla miseria,
toccarla con le mani, discernerne le cause conoscendone gli effetti dal
vivo, in una famigliarità affettuosa con quelli che ne sono oppressi"
tale doveva essere, secondo Ozanam, l'iniziazione ai problemi sociali.
Conobbe molto bene l'Italia alla quale fu sempre molto affezionato e
dove compì vari viaggi in periodi diversi, sia per motivi di studio, sia
di carattere personale e religioso.
Fu grande ammiratore della persona di Pio IX°, che lo ricevette in
udienza due volte e che egli vedeva come il grande pontefice che avrebbe
riconciliato la Chiesa con la società moderna.
Questa vita così fortemente e cristianamente impegnata, fu accompagnata
da una vita intima e famigliare di grande sensibilità e delicatezza, non
priva di momenti di grande dolore, come anche da sentimenti di amicizia
con molte persone del suo ambiente e del suo lavoro, che non conobbero
incertezze o interruzioni, ma furono vera condivisione di fede e di
opere.
La sua vita fu breve, morì a soli 40 anni, a Marsiglia, l'8 settembre
1853 ritornando dall'Italia, dove aveva invano cercato sollievo ai suoi
mali. Le sue condizioni di salute negli ultimi anni di vita furono,
infatti, molto precarie, ma egli si sacrificò fino all'estremo
soprattutto nell'insegnamento universitario.
L'accettazione della malattia sublimò la sua vita, quale consapevole
offerta a Dio della rinuncia a tutto quanto avrebbe ancora potuto fare
ed aumentò in una significativa sintesi il suo interessamento per la
Società di San Vincenzo, che non venne mai meno, anzi in qualche modo si
accrebbe con gli anni particolarmente in Italia durante il suo ultimo
soggiorno.
La Disquisitio de vita et actuositate Servi Dei F. Ozanam a cura
della Sacra Congregazione per le cause dei Santi, pubblicata a Roma nel
1980, il Decreto di riconoscimento del grado eroico delle virtù
teologali e cardinali del 1993 ed il successivo riconoscimento del
miracolo attribuito all'intercessione del Servo di Dio, hanno portato
alla sua beatificazione a Parigi, il 22 agosto 1997, da parte del Papa
Giovanni Paolo II°, in occasione della XII° Giornata mondiale della
Gioventù.
Ricerche e studi più recenti sulla figura e la santità di Ozanam ne
hanno certamente accresciuto la conoscenza soprattutto nel contesto del
suo tempo, ma resta ugualmente da approfondire il suo forte carisma di
profeta dei tempi nuovi e la sua attualità, che lo rendono, come ha
affermato Giovanni Paolo II, "un modello ancora attuale dei giovani
cristiani laici".
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San Vincenzo De Paoli |
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San
Vincenzo De Paoli nacque in Francia, a Pouy, il 24 aprile 1581 da
famiglia contadina. Divenuto sacerdote nel 1600, fu prima a Tolosa e poi
a Parigi. Qui conobbe il famoso teologo Pierre Bérulle e san Francesco
di Sales e divenne nel 1610 cappellano elemosiniere della Regina
Margherita di Valois.
Fu quindi per breve tempo parroco di Clichy, nei sobborghi di Parigi e
poi cappellano e precettore della ricca famiglia dei Gondi.
Nel 1617 è nominato parroco a Chatillon-les-Dombes, vicino a Lione, dove
fondò la prima Compagnia della Carità, un gruppo di signore che si
misero insieme per organizzare l'assistenza delle famiglie povere
attraverso la visita personale a domicilio. Le Compagnie della Carità
sono diventate oggi i Gruppi di Volontariato Vincenziano.
Vincenzo De Paoli fu nominato in seguito Cappellano generale delle
galere di Francia e in tale veste svolse un'opera continua e preziosa di
assistenza per i condannati. Più tardi, nel 1643, entrò a far parte del
Consiglio di Coscienza della Regina Anna d'Austria, vedova di Luigi XIII
e si impegnò a fondo nella lotta contro gli Ugonotti.
E' invece del 1625 la fondazione della Congregazione della Missione,
l'opera che riuniva un gruppo di sacerdoti e che si proponeva la
predicazione della fede tra i poveri e nelle campagne. La Congregazione
prendeva fissa dimora a Parigi nel 1632 nel grande Priorato di San
Lazzaro e si diffuse rapidamente in molte parti dell'Europa, occupandosi
anche della formazione del clero.
Del 1633 fu ancora la creazione delle Figlie della Carità con la
collaborazione di santa Luisa de Marillac, che assunsero il compito di
sostenere l'attività delle Compagnie della Carità. Erano suore non più
chiuse nei conventi, ma sparse nel mondo a servizio dei poveri ovunque
si trovassero.
Morì a Parigi il 27 settembre 1660, dopo aver continuato a seguire
personalmente tutte le opere da lui iniziate. Venne canonizzato nel
1737.
Fu merito particolare di Vincenzo De Paoli quello di aver capovolto
l'atteggiamento allora prevalente nei confronti dei poveri, che era di
allontanamento ed emarginazione, per andarne in cerca e soccorrerli
attraverso l'aiuto e la collaborazione di quanti più fosse possibile,
ispirandosi alla carità evangelica, che vede nel povero la persona di
Cristo.
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